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Alcune domande e risposte sull’Amministratore di sostegno per le persone fragili
Negli ultimi anni la disciplina giuridica che tutela le persone con disabilità ha avuto una riforma decisiva.
Le leggi esistenti come l’interdizione e l’inabilitazione più che tutelare il soggetto debole e assicurargli un sostegno per la vita futura (quando i genitori non ci saranno più) si preoccupavano soprattutto di proteggere gli interessi patrimoniali suoi e degli eventuali eredi.
Per l’interdetto, l’inabilitato e gli incapaci in genere (anziani, disabili, fisici, psichici, tossici ecc.) l’effetto di quelle disposizioni era “la morte civile” della persona fragile cui non era riconosciuta la possibilità di dare alcun atto civile; si aggiungeva alla persona disabile una ulteriore mortificazione senza pensare alla sua tutela e alla sua cura in quanto persona priva, in tutto o in parte, di autonomia gestionale.
In Italia ci sono molte proposte per l’abolizione delle vecchie leggi su interdizione e inabilitazione (mentre in alcuni paesi come l’Austria sono già state abolite).
Nel frattempo in Italia è stato approvato l’istituto dell’amministratore di sostegno con la legge n. 6  del 9 gennaio 2004 che ha introdotto nel nostro sistema giuridico una vera e propria rivoluzione copernicana.
Questa figura ha il compito di occuparsi delle persone che per “effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica si trovano nell’impossibilità anche parziale o temporanea di provvedere alla cura di se stesso e dei propri interessi” (art. 404 c.c.)

Chi indica l’eventuale amministratore di sostegno da nominare?
Lo stesso assistito, il genitore, il coniuge e i familiari (fino al IV grado) anche con testamento, con atto pubblico o con scrittura privata autenticata (se defunti) o il convivente: è chiaro che la legge dà la precedenza alla comunità degli affetti.
Da chi viene nominato l’amministrazione di sostegno?
E’ nominato dal giudice tutelare (che si occupa anche della tutela dei minori) dietro presentazione di un ricorso o istanza da parte degli interessati. Occorre che il giudice tutelare faccia un decreto di nomina dell’amministratore di sostegno che deve anche prestare giuramento nelle sue mani.
Quali soni i compiti dell’amministratore di sostegno?
L’amministratore deve sostenere la persona priva di autonomia affiancandole o sostituendola nel compimento delle operazioni e attività senza togliere però al “beneficiario” dignità personale e conservandogli il più possibile al maggior benessere e alla difesa degli interessi personali e patrimoniali del “beneficiario”.
Deve tener conto dei suoi bisogni ad aspirazioni e amministrare il suo patrimonio e redditi con la “diligenza del buon padre di famiglia”, fungere da sostegno per la cura della persona sotto la vigilanza del giudice tutelare (specie per eventuali operazioni e cure sanitarie) e per il compimenti di atti giuridici di straordinaria amministrazione (vendite di beni immobili, acquisti e accettazione di eredità acquisto e vendita di titoli finanziari. La persona disabile può compiere da solo gli atti diretti a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana e amministrare, con l’aiuto dell’amministratore di sostegno, i suoi redditi personali (pensione di invalidità, pensione di reversibilità dei genitori defunti, conti correnti, libretti postali, assicurazioni, assegni ecc.) Di tali redditi deve essere stilato dall’amministratore di sostegno un rendiconto annuale da presentare al giudice tutelare per l’approvazione.
E’ necessario che i familiari si rivolgono ad un avvocato per presentare la domanda?
No. L’avvocato vorrà un compenso per presentare l’istanza.
E’ più semplice rivolgersi ad un familiare o allo “Sportello volontari per l’amministratore di sostegno”.
Su iniziativa del Cesvol di Perugia e su sollecitazione del Comune di Perugia, della USL1 e del Tribunale di volontaria giurisdizione si è istituito anche a Perugia lo Sportello dei volontari per l’Amministratori di sostegno presso la Cancelleria della Volontaria Giurisdizione del Tribunale di Perugia, in Piazza Giacomo Matteotti 1.
Già da qualche anno alcuni genitori, soci dell’Associazione Italiana Persone Down di Perugia, svolgono una funzione di supporto per i familiari di persone fragili per il disbrigo e la presa in carico delle procedure di competenza della amministrazione giudiziaria.
I genitori dopo aver frequentato corsi di formazione, organizzati dal Cesvol, per acquisire informazioni tecnico giuridiche di base e competenze motivazionali e di relazione sono disponibili due o tre volte a settimana presso questo sportello per una intera mattinata. Lo Sportello è operativo dal 20 marzo 2017 è gestito da volontari e rivolto alla cittadinanza, per dare informazioni sull’amministrazione di sostegno.

I procedimenti di interdizione e di inabilità non sono stati abrogati, ma si possono revocare. Dopo la sentenza di revoca da parte del giudice, chi vuole, può optare per l’Amministratore di Sostegno